mercoledì 11 dicembre 2013

Lucernari segreti, in una notte qualunque, vengono abbandonati da qualche anima che si addormenta lieta. 
Lucernari segreti riscoprono tepori tiepidi di candele, adornate di spezie e profumi dolci e freschi. 
Lucernari segreti divengono lanterne notturne per chi, non sopporta più la luce del giorno e i suoi esiti. In questo modo, parole calde e sudate, fluttuano tra le fiammelle così volubili e ardenti. Piccoli spaghi di cotone che bruciano, rosolano e squagliano la cera, piccole anime che bruciano, avvampano e ardono di passione al sibilo di un vento che è sempre troppo poco per fare un po’ di fresco.
 Gli occhi guardano attraverso il buio, esso non è più oscuro, il cuore che rimbomba nel petto, rimbomba nel buio e il buio ascolta.
 Gli occhi spalancati vedono attraverso le tenebre, scoprono come occhi felini, un battito…che prende forma nell’ossigeno, si appiglia all’azoto “tum tum”, batte a tempo di respiri fantasma. Lo sterno dolcemente umido si gonfia e poi di nuovo si sgonfia come un ornamento dello spazio.
 Oh, quando gli occhi vedranno attraverso il soffitto, questo lucernario segreto diverrà un vero luogo in cui abitare. Quando non ci sarà più soffitto perché si saprà guardare oltre esso nel buio, allora sarà un posto degno di essere occupato, con le sue fluttuanti fiammelle leggere e graziose e le sue stelle luminescenti.
Buio, non è buio, non è mai buio per chi con il buio ci vive. Per chi ascolta il suono di respiri soavi, non è buio il buio che spaventa, è buio il rumore che non esiste, il rumore ingombrante.
Perciò silenzio! Do inizio alla sinfonia di battiti riecheggianti in questa gabbia di ossa. Riecheggia il suono della vita, riecheggia la vita, come quella gocciolina di sudore che scendendo lungo il collo, forma quel laghetto minuscolo nella clavicola, risuonate vibrazioni, vapore acqueo lascia il corpo, abbandonalo come una scissione tra due anime, vola via anima d’acqua.                                                                                  
 Gite notturne. I piedi scalzi si arrampicano per arrivare sul tetto del cielo. Onorabili danze accompagnate da arpe e flauti cosmici, lasciano che le gambe danzino sulla pista del cielo, morbida quanto un prato rigoglioso di ciuffi d’erba e terra bagnata. 
Si, la pista del cielo apre i battenti per asciugare il sudore, per esalare olezzi di passioni vermiglie fermentate in corpi e menti aurei.

Si, aumentate, crescete assetate passioni, impossessatevi di quelle goccioline per accarezzare tutto il corpo. 
Siate leste; inconsci piaceri lasciate effluire dalle carni, intrinseche di pudiche voglie.





Carlos schwabe





Carlos Schwabe




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