Sofia
Nei preludi di una notte possiamo passare l'eternità, in fugaci emozioni contornate da fiori che ci rischiarano il futuro. Culliamo la nostra felicità come il cielo stellato culla la luna, in scie di momenti che ci donano ossigeno.
sabato 25 maggio 2013
Come foglie di un albero che in autunno si lascia accarezzare dal vento, così, mi immergo nel ciclo della luna. Una naturalezza completa si serve del mio corpo per spiegare al cielo le leggi dell'essere umano, leggi frantumate dal tempo, sempre le stesse, capovolte, straziate, come segno di un ritmo perpetuo, di una instancabile danza che gira e che mostra i suoi errori, ogni volta... come se fosse la prima. Errori, errori non compiuti, non esistenti; chiamati errori da colui che, severo, confida nelle leggi dettate dall'animo dominatore . Allora in quest'altra notte, che prova pietà verso gli animi affranti, che prova lussureggiante brama verso gli animi che ancora hanno da scoprire, verso gli animi innamorati che della vita hanno appreso tutto e niente... Potrei urlare un'inno alla vita, un inno inutile se non a sfogare qualcosa di assottigliato e volubile; potrei urlare un inno alla vita con la speranza nel domani; potrei urlare un inno alla vita per reclamare i miei diritti, i miei diritti di essere vivente che non scelse di vivere; potrei urlare un inno alla vita come proclamatrice di gioia eppur di strazio.
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