giovedì 23 maggio 2013

La voce si fa spazio nel corpo in tumulto. Un completo sentirsi abbandonati alla fresca aria serale, agli echi più o meno piacevoli della vita. Questi echi d'infinito che se ci fermiamo ad ascoltarli liberano la nostra mente, verso un livello di emozioni differente da quello confinato da paletti di legno impiantati da pareri, voci, sguardi molesti, pensieri fugaci. È una forza, incantatrice e ci permette di estrapolare il bello in ciò che ci circonda, in ciò che pensiamo, nelle nostre passioni che si evolvono, crescono e ci accompagnano in serate blu...blu come l'oceano profondo, blu come il cielo di notte...quando guardandolo fa rabbrividire per quante cose, silenziosamente, ci trasmette.
Chissà chi prova, contemporaneamente alla leggerezza, una sensazione di mancanza e di vuoto. Ma un vuoto potrà veramente essere vuoto? Il mio vuoto è un concentrato di energia nel petto e nello stomaco, lo sento così forte, chiuso, che mi parla...vorrebbe essere liberato nell'aere per rincorrere barlumi, giocare, capovolgersi, fulminare nuvole leggere e divenire un tutt'uno con altre energie potenti, mentre gli occhi sono troppo occupati ad amare.
Bob e Joan 

                                                                                                                                    Sofia

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