mercoledì 29 maggio 2013

I recessi ombrosi (Edgar Allan Poe)

I recessi ombrosi dove in sogno io vedo
i più vaghi uccelli canori,
son come labbra - e tutta la tua melodia
di parole cui il labbro da forma. -
I tuoi occhi, gemme nel cielo del cuore,
desolati si posano allora,
o Dio!, sulla mia mente funerea -
luce di stelle su un nero drappo.

Il tuo cuore - il tuo cuore! Mi ridesto
e sospiro, e dormo per sognare
di quella verità che l'oro non può mai comprare -
e di quelle futilità che sempre può, invece.


Quante notti buie alla sola luce della luna dovremo passare per scoprire l'essenza del nostro essere...
Una non basta, due neanche... 
Seguiamo gli impulsi e ci lasciamo adornare da incombenze che ci parlano in mille toni e mille registri.. Pensieri spaesati? Li l'essere comincia a delinearsi..

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